di: Abruzzo Marrucino

La Festa dei Banderesi torna a Bucchianico

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Bucchianico


Domenica 22 maggio Bucchianico, dopo i due anni di stop a causa della pandemia, tornerà ad agghindarsi con i colori della Festa dei Banderesi. Carri e canestri di fiori sfileranno in onore di Sant'Urbano I, papa e martire. La festa storica andrà avanti anche nei giorni successivi, da martedì 24 a domenica 29 maggio. 

Secondo le testimonianze popolari e gli scritti storici la festa ha origine da una “guerra” tra Chieti e Bucchianico, vinta da quest’ultima nel lontano Trecento dopo che S. Urbano suggerì in sogno al Sergentiere come opporsi all’esercito nemico. Più che la vittoria, dai fatti leggendari traspare la strategia adottata dal Sergentiere che consisteva nel far correre i suoi uomini, ornati di pennacchi di piume colorate, sui merli della cinta muraria di Bucchianico per dare l’impressione all’esercito nemico di essere più numerosi. Da questo fatto si dice abbia origine la Ciammaichella. La semplicità del racconto leggendario, come spesso accade, lascia emergere la verità nascosta: in sostanza la festa “racconta” l’organizzazione civica per la difesa territoriale che permise a Bucchianico di opporsi agli annosi tentativi di Chieti ad invaderla. Infatti furono i cittadini abili, abbigliati con nastri e piume colorate, a difendere il proprio territorio in quella “guerra” che trova come unico sostegno documentario una lite intercorsa tra Bucchianico e Chieti nel 1335.

La Festa dei Banderesi si celebrava a Bucchianico già nel 1280, la festa è in onore di Sant'Urbano le cui reliquie erano venerate sin dal 1243 dentro l’omonima chiesa officiata dai Benedettini.

Notizie su “carri trionfali”, processioni con stendardi e sul carattere popolare della festa “alle spese del pubblico”, sono riportate, nell’anno 1620, nel processo teatino di canonizzazione di S. Camillo de Lellis, nato a Bucchianico il 25 maggio 1550. Sicuramente l’indizio più importante che allude alla tradizione dei Banderesi con i riti processionali, stendardi e carri si trova nelle parole di uno dei testimoni che diceva “…egli nacque nel giorno di S. Urbano Pontefice, e Martire, quando in Bocchianico, per esser titolo della loro Chiesa, si fa solennissima festa, andando tutto il popolo in processione con stendardi, et altri carri trionfali…”.
Da quel tempo la festa è documentata da fonti letterarie.
Nella festa vi sono evidenti riti propiziatori connessi ai cicli agrari, quale la benedizione dei Quattro Cantoni, la presenza di cesti infiorati, del pane e del vitello infiocchettato sono tutti simboli di una cerimonia finalizzata ad ottenere la protezione del Santo. (Notizie da Pro Loco Bucchianico)


Da qualche anno la Festa, tra le più interessanti d'Italia, ha il patrocinio della Commissione Nazionale dell’Unesco e del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Ha avuto l’onore di ottenere l’adesione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 
Nella festa vi sono evidenti riti propiziatori connessi ai cicli agrari, quale la benedizione dei Quattro Cantoni, la presenza di cesti infiorati, del pane e del vitello infiocchettato, simboli finalizzati a ottenere la protezione del Santo.

Il corteo storico sorprende con i suoi circa centomila fiori realizzati dalle donne in carta crespa durante le sere invernali. I carri sono preparati dagli uomini con grande perizia artistica ed artigianale, e concepiti per durare e non per essere smontati all’indomani. Migliaia di bucchianichesi in festa con il loro tradizionale costume sfilano, ballano, cantano e urlano con tutta la voce che hanno “Eh, Eh, Eh, evviva Sant’Urbane, eh, eh, eh, evviva lu Bannarese, eh, eh, eh, evviva lu Sergentine”, mentre dolci tipici chiamate “cancellate”, portate nei canestri, vengono distribuite ai presenti. In ciascuna delle ultime edizioni sono stati realizzati oltre 100 mila fiori di carta e sono state utilizzate migliaia di uova per preparare le cancellate.

La festa richiede una preparazione che dura un intero anno. Viene organizzata annualmente da un Banderese (che dura in carica un anno) aiutato da tutta la sua famiglia sino al settimo grado. Costui, anche per autofinanziare la Festa, organizza rinfreschi a casa sua (8 dicembre, lunedì dell’angelo, ecc.), invitando tutta la cittadinanza. Concretamente vi partecipa un migliaio di persone. Caratteristiche considerate irreali e quasi impossibili per un’altra città. Invece, a Bucchianico ciò accade ancora, anche perché questa non è una semplice festa, ma ha profonde connotazioni cristiane, cerimonia religiosa che conserva riti e cerimonie medievali e pagane. Per questo è oggetto di studio da parte di antropologi e diverse sono le persone che hanno scritto Tesi di laurea o fanno studi su questa festa.

Ognuno ha un suo ruolo ben preciso: il Sergentiere, il Banderese, la moglie, i figli e la madre del Banderese, il Sindaco, il Parroco, la Famiglia, la Compagnia, la Contrada.

La riconoscibilità della Festa è data soprattutto dalla gioiosità dei fiori in carta crespata, di tutti i colori e di tutte le forme, realizzati dalle donne di sera, recitando il rosario. Sono poi completati e sistemati in canestri che vengono trasportati sul capo dalle “pacchianelle”, ragazzine piccolissime e donne avanti con gli anni vestite con il tipico costume abruzzese. Le accomuna l’entusiasmo e la voglia di esserci. Le più brave sfilano con il canestro in equilibrio sul capo, senza aiutarsi con le mani.

Gli uomini, invece, costruiscono i carri. Alcuni sono curati dalle contrade, con temi inerenti la vita contadina. Quattro sono realizzati dalla famiglia del Banderese e hanno temi prestabiliti perché rappresentano la condizione dei contadini che, minacciati dagli assedianti, sfollavano portando con sé le loro cose, suppellettili e cibo, all'interno delle mura di Bucchianico. Spesso c'è un quinto carro, quello del ringraziamento, realizzato dai giovani della famiglia del Banderese.

Un’altra tradizione secolare è il confezionamento dei pennacchi che vengono agganciati ai copricapi dei banderesi. Sono belli, voluminosi, colorati, resistenti e per ottenerli così occorre seguire particolari e antiche procedure, legando una per una le penne di diversi animali da cortile, come galli, tacchini, galline faraone.

Notizie da http://www.comune.bucchianico.ch.it/index.php?id=43 

Foto credits: Ascanio Buccella

 

PROGRAMMA 

Domenica 22 maggio (ogni anno è la domenica prima del 23 maggio): ore 16:45, partenza del Corteo all'ingresso del paese. Si configura come un pellegrinaggio, è aperto dal Banderese e i familiari che portano un'immagine di Sant'Urbano e un vitello infiocchettato di rosso. Seguono le donne con i canestri dei fiori, il carro del pane, il carro del letto, il carro del vino e quello della legna, che appartengono al Banderese. Seguono i carri organizzati dalle contrade. Nel centro storico, il Banderese incontra il Sergentiere, accompagnato da un drappello di militi con alabarde e da alcune fanciulle in abito storico, con consegna del ramaietto. Procedono verso la chiesa di Sant'Urbano, dove sostano, per poi arrivare in piazza San Camillo De Lellis in cui viene eseguita la Ciammaichella. 

24 maggio: ore 17, uscita dei banderesi. Ore 17:30, consegna dei ramaietti. Ore 18:00, nella chiesa di Sant'Urbano, apertura della Porta Santa e sosta in preghiera davanti alle reliquie del Santo. Ore 20,30, gli uomini del corteo si recano in piazza per il gioco del Tizzo. 

25 maggio: I banderesi indossano il costume tradizionale e il pennacchio di piume colorato, confezionato artigianalmente. Ore 7:30, Chiesa di San Francesco, Santa Messa dei Banderesi. Ore 10:30, chiesa di San Francesco, cerimonia di consegna degli anelli e dello stendardo al Banderese. Ore 10,45, Messa solenne e processione di Sant'Urbano. Ore 12:00, Ciammaichella dei banderesi per le vie del paese. Ore 15:30, riconsegna dello stendardo. I cerimoniali ricordano un rituale medievale di investitura a "cavaliere" riservato al Banderese.

26 maggio: ore 9:00, corteo dei Banderesi con il Sergentiere e Ringraziamento per le vie del paese. Ore 11:00, Santa messa e benedizione dei Quattro Cantoni. 

29 maggio: ore 11:30, piazza San Camillo De Lellis, sorteggio banderese anno 2023

 

 

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