La Festa di San Giovanni arriva in prossimità del solstizio d'estate, cerimonia popolare che si rinnova ogni anno, la notte tra il 23 e il 24 di giugno. Festa religiosa e rito magico allo stesso tempo, è legata alla natura che si rinnova ciclicamente, all’eliminazione delle negatività, alla propiziazione di benessere e ai gesti purificatori compiuti attraverso acqua e fuoco. Invoca la prosperità, ed è accompagnata da doni e prodigi.
San Giovanni Battista custodisce in sé anche i caratteri delle antiche divinità agricole, con tronchi d'albero spezzati e rigermoglianti dell'iconografia più antica del Santo: rigeneratore e simbolo della vita che periodicamente deve rinnovarsi.
Nella notte di San Giovanni, mirabilmente narrata da Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Iorio", si ritrovano sogno, magia, mistero.
"La tradizione popolare vuole che in questo giorno si verifichino fatti prodigiosi, si compiano riti per purificarsi dalla stagione che muore e riti che propizino la nuova: le streghe girano per compiere sortilegi, voci provenienti dalle viscere della terra, strani movimenti del sole, animali che parlano, proprietà miracolose dell'acqua e della rugiada, erbe che diventano magiche. Si raccolgono erbe curative e si fanno rituali magici nella notte. Sono favoriti il comparaggio, gli incontri e i fidanzamenti e vengono a compimento quelli iniziati nel Calendimaggio" (David Ferrante). Nel "comparatico" si ritrova la solidarietà umana, ritualizzata, imparentandosi senza derivare dallo stesso sangue, con la promessa di un aiuto reciproco all'occorrenza.