di: Abruzzo Marrucino

Il tour operator Herbert Grabe

Fa conoscere Abruzzo Marrucino al mondo

Bucchianico

In questo freddo mese di aprile, nel quale si sono riaffacciati neve e freddo, tornano alla mente i bellissimi scatti degli ulivi di Bucchianico realizzati a febbraio scorso dal tedesco Herbert Grabe che frequenta l’Abruzzo da più di trent’anni e ne fa conoscere gli angoli più nascosti. Grabe è fotografo, artista e tour operator. La sua associazione “Erde und wind” (Terra e Vento) è specializzata in cammini a piedi.

Durante la Festa della Terra 2020 Herbert Grabe ha fatto tappa nella struttura ricettiva Borgocapo del piccolo paese di Casalincontrada e ha raccontato, in una conferenza nel Palazzo municipale di Bucchianico, il suo sessantesimo viaggio in Abruzzo, iniziato a Gaeta e terminato a Ortona. Un cammino lungo la dorsale appenninica, a ripercorrere la Linea Gustav, durante il quale ha attraversato paesi spopolati o abbandonati e ha conosciuto economie fragili.

Lo scrittore descrive gli abruzzesi come uomini buoni nel profondo del cuore e spiega: "è un mio vecchio sogno voler conoscere le parti dell’Italia più sconosciute e poi c’era l’idea di venire a piedi in Abruzzo, un pellegrinaggio laico sulle orme degli antichi pellegrini. Dopo questo viaggio sento che la mia vita è più ricca, le foto che ho scattato qui saranno per sempre impresse nella mia testa, nella mia fantasia e nelle mie emozioni". 

Nel corso dei secoli pellegrini ed esploratori hanno attraversato gli Appennini come Herbert Grabe. Scrittori e artisti hanno cercato qui la natura e il vento. L’esotismo dei ricoveri ha sedotto nobili viziati e viaggiatori si sono allontanati dai percorsi del Grand Tour per Roma e Firenze spingendosi nelle valli nascoste e selvagge dell’Abruzzo. Hanno visitato chiese e monasteri, scalato montagne o si sono dedicati alla caccia. Hanno scritto, disegnato, mangiato e meditato.

Ma nel Ventunesimo secolo il paesaggio incontaminato non è più cosa ovvia. I viaggiatori liberi sono oggi testimoni del tempo, e ricordano che la bellezza dei paesaggi è fragile e le bellezze della natura abruzzese sono minacciate. Perciò Grabe afferma: "è nostro compito difendere fortemente la natura. È un dovere sociale custodire i tesori dell’Abruzzo. Perché l’aspetto del paesaggio è unico, come lo sono la grazia dell’aquila in volo o i colori dei fiori di montagna”.

La sua filosofia è il viaggio a piedi, un cammino lento durante il quale apprezzare le particolarità artistiche e naturaliste, ma anche godere dell’incontro con le persone. In Europa e in Italia frequenta tanti posti poco conosciuti, ma nel suo cuore c’è l’Abruzzo perché qui ritrova un forte legame con l’ambiente e la ricchezza della fauna, non necessariamente da vedere o incontrare. Il tour operator ama far scoprire ai suoi compagni di viaggio i paesaggi incontaminati dei parchi abruzzesi. Ha lavorato in passato per un progetto sulla transumanza divenuta nel 2019 Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.

I suoi scatti sono stati esposti nell’estate 2022 nella mostra “Le vie della transumanza” a Castel del Monte (AQ) in uno spazio adiacente alla Chiesa di Santa Caterina, nel centro antico del paese. Invece, la rassegna completa di oltre settanta foto, con il titolo “Volti e paesaggi in Abruzzo”, è stata esposta nel Museo forestale del Parco nazionale della foresta bavarese.

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